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Premesse doverose, prima di iniziare

Prima di cominciare la riflessione promessa, credo sia doveroso fare una serie di velocissime premesse. Di merito, certo. Ma più ancora, e più che altro, di metodo.

Quello che ci prefiggiamo, con questo approfondimento, è quello di fare chiarezza su un pezzo di storia della Camorra Barese e su alcune figure di questa enorme e confusa vicenda. Perchè una storia la si può scrivere davvero, e di quella storia si può e si deve doverosamente parlare e rendere conto. Ma per farlo è necessario conoscere i fatti. Assicurarsi le fonti corrette, più giuste. Altrimenti si rischia di fare un cattivissimo servizio a chi guarda a quella storia per capirci di più, soprattutto su quel che vive e su quello che lo aspetta.

Per farlo useremo le uniche fonti storiche realmente affidabili che uno storico dei fenomeni criminali abbia a disposizione. Ossia le motivazioni a sentenza dei processi che riguardano determinati fatti e determinati percorsi. Piaccia o no, sono gli unici documenti e le uniche fonti valide per scrivere una storia. Perchè, col loro stesso esistere rappresentano la trascrizione di una storia e di una verità. A fianco della quale, a sostegno della quale, potremo chiamare altri fatti. Ma dalla quale, piaccia o no, non potremo prescindere.

Proprio per questa ragione, non ragioneremo in alcun modo di scenari possibili, spiegazioni, trame, sottese dietro il fatto di cui parliamo e la storia che raccontiamo. Quello è dovere di chi indaga. E, infatti, nel pezzo stesso su EPolis, le uniche ipotesi a riguardo sono appunto giornalisticamente riportate come semplici ipotesi.

Credo fosse giusto e doveroso chiarire prima di tutto questi aspetti. Perchè rappresentano la cassetta degli attrezzi base, irrinunciabile per chi si occupi di ricostruire la storia e la sociologia di fenomeni criminali complessi. E soprattutto perchè, in assenza di testi accademici, analisi, saggi, letture approfondite, letture errate o poco documentate finiscono per costruire storie sbagliate, fuorvianti, inesistenti. E questo non è un bene per nessuno.

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