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Tra qualche ora nelle librerie.

La quarta di copertina:

La storia feroce, troppo spesso negata, della Camorra Barese.

Dalla introduzione:

Quella che avete tra le mani, infine, è una grande speranza. Quella che finalmente e per davvero si possa cominciare a discutere con gli strumenti migliori, in tanti, di legalità e sicurezza, nella nostra città. Guardando a Bari ed al sistema criminale che ne strozza le potenzialità, senza aver paura di leggere questo sistema per quello che è: una Mafia. Senza nasconderla o negarla come per troppo tempo si è fatto. Per poterla comprendere davvero fino in fondo e per riuscire ad avviare, finalmente, una stagione vera di riscatto e riscossa. Per una volta, tutto insieme!

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Prima che escano le novità

Vale la pena rubare un attimo del vostro tempo per un piccolo spazio pubblicitario. Proprio in vista dell’uscita – ormai davvero imminente – di “Bari Cal.9” mi fa piacere invitarvi a cercare, per un mero approfondimento, nelle librerie reali e digitali, altri due testi. Si tratta dei primi studi sul fenomeno della Camorra barese. Sono libri datati, ma non troppo. Ed hanno il brutto vizio di essere – rispetto a quello che uscirà – molto più caratterizzati da un tagli scientifico ed un approfondimento mirato rispetto alle tematiche della sociologia del crimine e della devianza. E dell’analisi dei mutamenti urbani, di come questi costruiscano o contribuiscano a costruire fenomeni delinquenziali.

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Il primo libro si chiama semplicemente “Camorra barese”. Può essere reperito solo in e-book ed è un vero e proprio trattato di sociologia del crimine e criminologia che analizza non tanto la nascita quanto il funzionamento della Camorra barese ed i mutamenti strutturali che questo sistema criminale ha sperimentato nel corso dei decenni. Per chi si occupa di sistemi criminali può risultare molto utile, anche perché in merito alle mafie pugliesi la bibliografia risulta ancora scarsissima. Il libro è edito dalla Meridiana di Molfetta – una casa editrice coraggiosa a cui sarò sempre grato per aver scommesso sui miei testi.

Ancora, sempre per i tipi della Meridiana, c’è “San Pio, per tutti ancora Enziteto”. Questa è una analisi sociologica e criminologica su un quartiere particolare. Assieme al saggio reale che analizza gli aspetti criminogenetici del quartiere – come un sistema è nato – e criminodinamici del quartiere stesso – cosa succede ad Enziteto? Che ci fa lì la Camorra – trovate un “diario di bordo” che altro non è che il narrato – in forma di diario e di appunti – che ho tenuto durante l’anno di lavoro per la stesura del libro. Quella del “diario” è una importante abitudine per chi studia fenomeni complessi su larga scala temporale. Oltre ad essere spesso una lettura avvincente per chi si avvicina al testo: spiega molto di quel che si è letto e soprattutto mette a parte dei piccoli segreti, quasi magici, che aiutano il sociologo ed il criminologo nel suo lavoro e nelle sue intuizioni.

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Lo trovate tranquillamente il libreria, oppure in ebook.

A “San Pio…” ci sono molto molto affezionato. Perchè è un libro che tanti hanno definito eretico. E perchè a qualche anno di distanza dalla sua pubblicazione, continua ad essere una testimonianza, per me, di quanto irrinunciabile, per chi studia il mondo, sia la propria indipendenza. Dalle bandiere, dalle scuderie, dalle consorterie. Pur restando fedele alla propria idea di Mondo: a come lo vorresti, a come vorresti che girasse.

Un add-on doveroso

Pochissime parole per giustificare un ritardo minimo nel fornirvi notizie e work-in progress sul libro “Bari Cal.9 – Storia della Camorra barese”. Di fronte alle escalation delle ultime settimane si è imposta la aggiunta di una appendice che colmi l’anno che sta andando in archivio. Perchè è stato un anno denso di avvenimenti importanti. Dalle ordinanze e dai maxi-blitz ai processi. Dalle guerre agli omicidi eccellenti.

Non potevamo permetterci di uscire con un libro che analizzasse la Storia di questo fenomeno e si presentasse però ai lettori ed alla discussione monco di una parte così importante dell’analisi e della ricostruzione.

Perchè, sia chiaro a tutti, quella che la Camorra barese attraversa in questi ultimi mesi, è una fase di ridefinizione generale di asset ed equilibri che effettivamente è da considerarsi storica. Una fase che porterà con sé, piaccia o no, cambiamenti epocali – del resto lo sta già facendo, in gangli vitali.

Per cui, stay tuned, restate in contatto. Certi che quel che leggerete, per quanto possibile, sarà sempre assolutamente aggiornato.

“Con un piede nella fossa” di Stefano de Carolis

La LB Edizioni sta facendo un lavoro interessante di riemersione di tutte le vecchie storie, molte delle quali dai più assolutamente ignorate, che riguardano la “malavita” barese del periodo pre-repubblicano. Per essere precisi, il periodo storico in esame con questo volume è quello che va dal 1861 fino al 1914. Tribunali regi, e regi carabinieri, dunque. E se col primo volume la LB aveva ricostruito il primo “maxi-processo” ante litteram alla “malavita barese” con questo libro, invece, scendiamo nel dettaglio di vicende personali. Il lavoro scandaglia una decina di vicende – una per capitolo – ed è corredato da interessanti appendici come un glossario tipico – dove ritrovare termini ormai dimenticati ma anche parole e gergali tuttora in uso presso le storiche famiglie di malavita – ed alcuni reperti fotografici di enorme interesse. Il lavoro è stato curato dal Sottufficiale dei Carabinieri Stefano de Carolis – attraverso il lavoro certosino di ricerca e lettura delle carte processuali del tempo, ed ha la prefazione del dottor Giuseppe Volpe.

Lavori come questo si dimostrano indispensabili, ai tempi nostri. Innanzitutto per raccontare e tenere viva la memoria su un fenomeno, quello della malavita barese, che è sempre esistito, nell’ombra, lì dove non si credeva possibile. Ancora, e di più, a studiosi del fenomeno criminale organizzato questo lavoro dice molto, moltissimo. Perchè getta una luce indispensabile a leggere come tradizionali e non d’importazione tanti degli stilemi con cui la nostra criminalità organizzata si è andata formando e riformando nel corso, ormai, di più di un secolo.

D’obbligo una precisazione sulla efficace scelta del titolo. “Con un piede nella fossa” (ed un forte abbraccio alla galera) è la conclusione della formula di affiliazione tuttora in uso nella Camorra Barese. Un segno chiarissimo di quella continuità di cui parlavamo poco sopra.