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Salvini al Libertà? Parliamone!

salvini a bari (3)Detto questo: due note importanti a margine di una riflessione. Ci apprestiamo a vivere una brutta campagna elettorale a Bari se Romito sarà davvero il candidato del CDX. Per una banalissima, semplicissima ragione. Quel comizietto era a due passi dal vecchio Tribunale. Un politico che parla di agenti in più per contrastare l’illegalità – di qualsiasi colore essa sia – è evidente, ignora le più banali regole della vita democratica. Oltre che la giurisprudenza ed il funzionamento base dell’apparato penale e repressivo. L’emergenza, a Bari, non è il controllo del territorio. Ma l’impossibilità di processare e l’enorme difficoltà con cui si procede alla parte burocratica e fascicolare delle indagini. E – piaccia o no – in uno stato di diritto come il nostro… Beh… è di un tribunale efficiente in primis che c’è bisogno. Visto che di agenti, a Bari, ce n’è! Terrificante corollario di questa prima riflessione? Accanto al bamboccione cui si cuce addosso il lavoro di candidato sindaco, c’è un signore che è Ministro degli Interni. Primo deputato alla gestione della SICUREZZA E DELL’ORDINE PUBBLICO. Che sia lui, in prima persona, megafono di baggianate simili, a Bari, dove la giustizia è terremotata, la procura cade a pezzi e gli uffici sono uno spezzatino… ATTERRISCE. Vanno in secondo piano – vi prego di cominciare a metterle in secondo piano tutti – le considerazioni sulla retorica del razzismo all’incontrario o del “bianchirossiverdinerigialli”. E’ la retorica vincente – VI PIACCIA O NO – che parla alla pancia tranquillizzandola e dicendole: “Ci sono qui io a dirti come non sembrare il razzista che sei!”. E’ lo stesso meccanismo con cui si conia la parola orco o mostro perché non si accetta di avere dall’altra parte un uomo. Si chiama rimozione. Si chiama Mitopoiesi del male. Si chiama “retorica staliniana”.
093336673-395ca0d4-336e-41d5-9fd4-7bb462e01dd6La cosa più importante, però, come promesso, sta alla fine. Quella che deve premere di più, che deve essere maggiormente considerata. Al netto di qualsiasi altra riflessione, c’è da sottolineare un grande assente. Va rimarcato un terrificante vocabolo taciuto, nel discorso di Salvini come degli altri due. Avete sentito per sbaglio la parola mafia? La parola mafioso? La parola Camorra? Erano al Quartiere Libertà, dove da anni l’emergenza è la presenza sul territorio delle centrali direzionali delle cosche più agguerrite e pericolose che la città di Bari abbia mai conosciuto. Una menzione? Sentito qualcosa? NO! E non posso credere che un Ministro degli Interni non sappia. Il problema, per loro, è portare a casa risultati apparenti che non mettano in discussione il “quieto vivere” del barese medio. Non lo mettano di fronte alle proprie contraddizioni. Ecco dunque sparire la Camorra Barese. Ed ecco sparire l’altro grande problema del Libertà: l’abusivismo. Perché anche di quella stramaledetta sospensione del “diritto” che avvolge case, proprietà, certezze non si è parlato. Ed è anche quella che permette all’esclusione ed alla marginalizzazione di tanti – soprattutto IMMIGRATI REGOLARI – di apparire devastante. Perché se campi in un container, sconosciuto alla larga parte degli uffici comunali e delle amministrazioni, che ti piaccia o no, non solo appari, ma SEI marginalizzato.
Riflettiamo tanto, su quello che si dice e su come lo si dice. Ma vi prego, sempre, dopo, fermiamoci anche a riflettere su quello che non viene detto, che viene taciuto. Spesso, quasi sempre, è più importante!