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A Carbonara, oggi pomeriggio

Giuseppe Mizzi era un uomo perbene. Un onesto cittadino di Carbonara, antica frazione di Bari. Il 16 marzo del 2011 fu ucciso a pochi passi dalla centralissima Piazza Umberto da un commando del clan Di Cosola, armato e inviato dall’allora reggente del clan, Antonio Battista, ad ammazzare uno degli Strisciuglio. Uno qualsiasi. Giuseppe Mizzi, per uno scambio di persona, fu ucciso da quel commando. L’ennesima vittima innocente di mafia che Bari è costretta a ricordare, assieme ai giovanissimi Michele Fazio di Bari Vecchia, ammazzato da un commando di babykiller dei Capriati nel 2001 e assieme a Gaetano Marchitelli, di Carbonara pure lui, ucciso sempre dai Di Cosola perché sulla linea di fuoco delle loro armi. Tre vittime innocenti. Tre lavoratori. Tre facce pulite e tre cuori buoni che con le storiacce di Camorra non avevano davvero nulla a che fare.

Per l’omicidio di Giuseppe Mizzi, in carcere, ci sono il mandante e gli assassini. Non basta, però. No basta aver fato giustizia – una giustizia secondo molti mutilata, visto che l’intenzionalità dell’omicidio non è stata provata stante l’errore di persona. A dirla tutta e per bene, non basta e non bisogna fermarsi nemmeno all'”antimafia delle emozioni e delle commemorazioni”, accontentandosi come ogni volta di “non dimenticare”. Quel che serve è continuare a testimoniare, anche attraverso il ricordo di Giuseppe, la narrazione di quei fatti orribili, il fatto che Carbonara, come Bari Vecchia, come gli altri quartieri, è stanca di questi morti innocenti. Quel che è importante è acquisire e trasmettere tutti una coscienza civile che ci faccia dire davvero e fino in fondo che la brava gente non è mai nel posto sbagliato al momento sbagliato. Che la brava gente è proprietaria e padrona di quelle strade dove la delinquenza spaccia e si ammazza. E che la brava gente non ne può più. Ed ha tutta la voglia di riprendersele quelle strade e quelle piazze. Perchè non ci sia più nessun innocente da piangere. Perchè nessuno, tra i bravi, gli onesti, debba più scoprirsi “nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

Per questa ragione, stasera, è necessario essere a Carbonara, alle 18, in Piazza Umberto. Al fianco della vedova di Giuseppe ed a fianco a tutte quelle cittadine e quei cittadini per bene che Carbonara vogliono riprendersela!

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