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Oggi su EpolisWeek

Oggi – e ci torneremo con una riflessione dal taglio diverso – su EpolisWeek ragioniamo di quelle che sono le risultanze dell’ultima analisi della DIA su Bari. I dati sono quelli del primo semestre 2018. Sono però importanti: danno molte conferme al nostro lavoro! Ed a quello che qui scriviamo da mesi.

Potete leggere l’articolo gratuitamente da uno dei punti distribuzione oppure online scaricando l’app!

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Oggi su EPolis

Ancora un mio approfondimento, oggi, su EPolisWeek. E vi consiglio davvero di scaricare l’app per poter leggere tranquillamente il giornale sul tablet.
Oggi torniamo sulle varie storiche che hanno animato l’avvio dell’anno. Su tutte, prostituzione e quartiere Libertà. Ma ci torniamo perchè la riflessione, più che criminologica, si fa sociale.
E delicata, in un momento in cui Bari si appresta a sfide troppo importanti per scegliere di affrontarle coi paraocchi. O peggio ancora con una bella benda nera.

L’articolo su EPolis-Week di oggi…

Oggi vi lascio alla lettura dell’articolo che ho scritto per Epolis-Week.
Si tratta, un po’ della summa di quanto avvenuto nello scorso mese.
Perchè fosse possibile leggere notizie pur apparentemente differenti come la manifestazione unica di qualcosa di profondo e preoccupante: il radicamento ormai progressivo della Camorra barese in quella che noi crediamo essere ancora una società tutto sommato poco permeabile, quando non completamente refrattaria, al sistema criminale.

Credo non sia intelligente parlare di Camorra e preoccuparsi solo quando ci scappa un morto. Ed al tempo stesso non mi scandalizza che vecchi criminali e giovani figli di boss si possano consorziare per compiere reati che, poi, alla fine, sono per primi i magistrati a derubricare come intestazione fittizia di beni, evasione fiscale, riciclaggio. Non mi scandalizza che Tommaso Parisi o Vito Martiradonna si vedano tramutata la custodia in carcere in domiciliari: è scritto nel diritto.

Quel che mi spaventa, che credo debba spaventare tutti, è un dato: la coda di dicembre ci ha messo sotto gli occhi un’altra Bari. Contigua a quella criminale. Anzi… diciamola per bene. Ci ha mostrato che a Bari, dove meno ce l’aspettiamo, annidata in quella che ancora, chissà perchè, continuiamo a definire Bari Bene… in realtà ci sta annidato un germe pericoloso. Che tocca e trasforma in tessuto tumorale connettivo pezzi interi della nostra comunità. Dai dettaglianti di Madonnella ai ragazzini che non provengono da contesti familiari di “sistema” che spacciano a scuola o nei locali.

E mi spaventa che, davanti a questa realtà, si continui a parlare di una Bari bene che, giorno dopo giorno, sembra esaurire le sue scorte.