Archivi tag: Città

Madonnella: una cerniera particolare

Esistono luoghi di una città che sono particolari per il loro essere incredibilmente indecifrabili. A Bari, soprattutto dal punto di vista dell’analisi criminale, sono due i luoghi che appaiono, all’occhio dell’osservatore attento, due veri e propri rompicapi. San Pasquale e Madonnella. Due quartieri dichiaratamente residenziali senza apparenti e particolari criticità. Due quartieri a prima vista ben miscelati, con pezzi popolari che si agganciano ad isolati di edilizia a mercato libero. Due rioni dotati di negozi e servizi, collegati al resto della città e ad essa in realtà contigui. Anzi, nel caso di Madonnella, direttamente agganciati al salotto buono del centro. Due quartieri nei quali, a leggere le vicende della Camorra barese come strettamente connesse ai luoghi e ai mutamenti di questa città, non dovrebbero esserci particolari emergenze legate alla criminalità organizzata. Invece no!

Di San Pasquale di certo ci sarà modo e tempo di parlare. La cronaca delle ultime due o tre settimane, invece, ci impone una riflessione sul quartiere Madonnella. Perché proprio tra le vie di quel quartiere a fine settembre si è tornato a sparare. E non capitava da tempo. Certo, sempre nei pressi del quadrilatero popolare stretto tra Via Dalmazia ed il Lungomare, quindi in una zona del quartiere che si può definire “particolare”… ma si è comunque sparato per strada, tra la gente. Peraltro con una determinazione che non sembrerebbe giustificata, a guardare la vittima dell’agguato: un piccolo criminale con risibili precedenti collegati al mondo che fa dello spaccio minuto la propria forma di sopravvivenza.

A guardarla bene, invece, la vicenda, tutto drammaticamente torna. E si ritrovano chiari anche gli indizi sul perché Madonnella, un quartiere così diverso dai ghetti cui Bari ci ha abituato, sia un quartiere da tenere in considerazione.

1537303077477.jpg--.jpgCriminalmente Madonnella esprime una propria batteria di camorra autoctona, quella dei Rafaschieri-Di Cosimo. Dallo scorso anno, però, è anche diventata l’esilio dorato del gruppo collegato a Busco, l’emergente un tempo organico al gruppo di Parisi e Palermiti che all’inizio del 2017 scatenò a Japigia una guerra sanguinaria per ritagliare uno spazio di autonomia nel controllo del traffico di stupefacenti. Allo stesso tempo, soprattutto nella zona più contigua al centro cittadino vero e proprio, il quartiere si caratterizza per una offerta notturna improntata alla movida di alto livello. E – lo abbiamo visto – si tratta di una offerta sempre molto ben considerata dalle cosche perché, disciolta tra la clientela dei locali, si annida una fetta interessante di acquirenti di marijuana e hashish. Va da sé che un luogo così, peraltro cerniera perfetta tra un quartiere problematico come Japigia e una Mecca come il centro, facilmente possa diventare terreno di scontro. O presunta zona franca in cui a qualche cane sciolto possa venire l’infelice idea di addentrarsi. E poi, una variabile importante, nella zona frontaliera al lungomare, proprio a due passi da quel quadrilatero popolare territorio della cosca, ci sono piazzette e giardini che storicamente, da anni, sono punto di ritrovo neutrale dove la malavita cittadina si incontra, si riunisce, discute, approfittando della tradizione tutta barese del passeggio e della sosta sul Lungomare. Un luogo, quindi, in cui è facile anche che per sciocchezze si finisca per venire a contatto. C’è un altro dato importante da considerare quando si parla di Madonnella: la sua caratterizzazione progressivamente spostata verso un quartiere di meticciato. Perché anche in questa parte di città, molto meno che a Libertà ma decisamente più che altrove, lentamente si stanno installando piccole comunità di immigrati. Soprattutto nelle zone più povere del quartiere. E  seppur quelli del Madonnella sono quelli “che se la passano meglio” tanto da potersi permettere una contrattazione in un luogo decisamente più costoso rispetto al Libertà, è pur vero che anche in quel quartiere la marginalizzazione – qui soprattutto economica – si fa sentire per le comunità immigrate. Ed è provata, anche se davvero minima, la presenza di riferimenti di spaccio minuto anche tra i migranti.

nazioni-1068x543.jpgBisogna quindi prestare molta attenzione al quartiere Madonnella. Vero: non esprime particolari criticità, come quelle che detonano altrove in città. Ma è un luogo molto densamente abitato. Peraltro da una classe media barese che ha sempre sperimentato una esistenza sostanzialmente tranquilla ed al riparo dalla paura della Camorra. Ed è proprio questa classe di cittadini, ora, la più sensibile ad eventuali recrudescenze. In un quartiere dove in questi anni una comunità migrante si sta installando, l’idea che possa essere quest’ultima la causa del problema va decisamente tenuta a distanza. E nello stesso momento è importante che si faccia vigilanza attiva tra quelle strade. Perché, per molti che altrove si sono fatti le ossa, l’idea che lì ci sia un gruppo debole, incapace di resistere, può ispirare propositi molto pericolosi. Ricordiamolo, e ricordiamolo per bene: potenzialmente, soprattutto a ridosso del centro, il mercato dello spaccio rappresenta una ghiottissima opportunità che presto sarà contesa in modo molto animato.

Annunci