Il voto di scambio?

Continua l’operazione instancabile delle forze dell’ordine e della polizia, a Bari, per verificare le decine, centinaia di segnalazioni su irregolarità avvenute a margine dell’ultima tornata elettorale. In tantissimi avevano denunciato pubblicamente – senza rivolgersi però agli organi competenti – tentativi di orientare il voto attraverso elargizione di buoni benzina, buoni spesa, denaro.

Se, fino ad ora, nulla è emerso di penalmente rilevante, è però vero che si tratta della prima, enorme, denuncia di un clima difficile attorno al voto. Un clima che è difficile perchè ancora enorme è la marginalizzazione di pezzi interi di una narrazione cittadina. E perchè ancora forti sono due povertà: quella materiale, che spinge ad essere facili prede dei raider di voti e quella socioculturale, che non permette una corretta interpretazione del diritto al voto come essenziale, nella vita di un cittadino.

Del resto, Bari, a più riprese, ha visto fenomeni di questo tipo ed inchieste che, pur non riuscendo a provare la colpevolezza di singoli, riuscivano a permettere di inquadrare un clima. Una condizione di oggettiva difficoltà, per pezzi interi di questa città, di esercitare serenamente un diritto.

Vedremo cosa porterà questa nuova inchiesta.

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