Conferme sulla guerra di mala a Japigia

Come se non fossero già stati sufficienti gli arresti della fine estate 2017, su entrambi i fronti in lotta, ecco un blitz che colpisce uno dei due sodalizi, quello dichiaratamente riconducibile alla figura di Antonio Busco. Gli arresti di venerdì scorso sono il segnale chiaro che in coda alla guerra di Japigia, la magistratura aveva attivato una pressante attività investigativa per cercare di ricostruire in modo corretto i retroscena che avevano portato all’esplosione del conflitto.

Con l’operazione che ha portato in cella Busco ed otto suoi uomini di estrema fiducia, si chiarisce anche il peso di quel contendere che era riuscito a causare, in un quartiere in cui non si era praticamente mai sparato prima, un conflitto costato la vita a tre persone – ma il cui bilancio rischiava di essere drammaticamente più grave, visti i luoghi e gli orari degli agguati.

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Dietro il conflitto un traffico di stupefacenti messo in piedi da una figura fino ad allora ritenuta assolutamente marginale – quella di Busco – che vantando un vecchio rapporto di fiducia con Savino Parisi, doveva aver pensato di potersi mettere alla testa di una paranza di spaccio senza dover sottostare alle logiche imposte da chi, quel quartiere, dal punto di vista dello spaccio di strada, lo controllava in modo pressoché monopolistico da almeno un quinquennio buono – il gruppo di Milella, riconducibile ai Palermiti. Il traffico gestito da Busco, però, non aveva certo un volume contenuto; non poteva passare così sotto silenzio. Secondo gli investigatori, si tratterebbe di un business di svariate decine di migliaia di euro al mese, con una stima al ribasso annua di quasi 700mila euro. All’avvio delle indagini ha notevolmente contribuito il fatto che il primo a morire nella guerra di Japigia, Francesco Barbieri, avesse nelle sue disponibilità uno dei cellulari che fungevano da strumento di contatto tra acquirenti e venditori. Proprio grazie a quella utenza telefonica gli uomini della mobile hanno potuto pesare con buona approssimazione il volume degli affari in questione

Sul fatto torneremo una volta che saranno più chiari i dati diffusi dalle forze dell’ordine. Per ora ci accontentiamo di una serie di conferme che queste operazioni di polizia assicurano.

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