I boss nell’ombra

Passerebbe sotto silenzio o nell’indifferenza generale l’arresto che nemmeno due settimane fa ha riportato agli onori della cronaca la figura di Carlo Alberto Baresi, quarantacinquenne di Carbonara. Passerebbe sotto silenzio perchè si tratta del “solito vecchio arresto” spiccato contro un soggetto accusato di estorsione contro un imprenditore attivo nel settore della vigilanza e della sicurezza dei grandi eventi. Peraltro, la somma estorta, sempre stando a quel che viene riportato dalla stampa, sarebbe di quelle nemmeno gigantesche: diecimila euro.

Passerebbe sotto silenzio, questo fatto, se non fosse che coinvolge una figura che è da sempre ai vertici del clan Strisciuglio. Riconosciuto come uno dei più vivaci animatori del sodalizio, quando ancora non aveva mutato forma in federazione. Parliamo di uno dei vertici più importanti per il gruppo criminale. Peraltro, riconosciuto come il responsabile, con sentenza passata in giudicato, dell’organizzazione dello spaccio e il plenipotenziario della struttura criminale nella sua base logistica – già all’epoca irrinunciabile, di Carbonara.

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Condannato per questi fatti nel processo Eclissi, Baresi, però, è sempre stato capace di mantenere all’esterno un profilo bassissimo. Tanto che in molti, al sentirne il nome, ancora fanno fatica a mettere in fila le vicende.
Chi ha invece studiato i fatti della Camorra Barese dall’inizio sa bene che quella di cui si parla è una figura chiave per un gruppo criminale che, ormai, è da considerarsi quello egemone sulla città di Bari.
Sempre stando alle notizie diffuse dagli organi inquirenti e rimbalzate dai giornali, ora che Lorenzo Caldarola si trova nella condizione di dover mantenere un profilo basso a causa di processi e sentenze in arrivo, una serie di responsabilità di vertice sarebbero state girate proprio a Baresi, che fino all’arresto di qualche giorno fa, da Carbonara, avrebbe diretto il sodalizio, peraltro in una fase di ristrutturazione parecchio delicata.

Torna centrale, poi, con questa vicenda, il ruolo della piazzaforte di Carbonara, attualmente battezzata dalla DIA come sotto il controllo di una batteria precisa degli Strisciuglio, quella legata al pregiudicato Vito Valentino. Piazzaforte attorno alla quale si dipanano molti bandoli della matassa del crimine barese, se si considerare anche i fatti di sangue che hanno visti contrapposti i sodalizi autoctoni con quelli del quartiere Madonnella. Non ultima, una suggestione importante: l’impresa taglieggiata si sarebbe occupata anche della gestione della security nei grandi eventi. Altro business già indicato qui su queste pagine come importantissimo per i criminali baresi. Ennesima conferma che sono molti, i settori economici a Bari, nel mirino dei clan. E che tra questi, l’industria dell’entertaining per una serie di motivi è una delle predilette.

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